Tag: benessere aziendale

  • Biblioterapia: leggere fa bene alla cultura, alla salute ed alla produttività

    Biblioterapia: leggere fa bene alla cultura, alla salute ed alla produttività

    Negli ultimi anni, sempre più imprese stanno prendendo coscienza del fatto che un ambiente di lavoro sano e stimolante può fare la differenza nella vita dei propri dipendenti e, di conseguenza, sulla produttività dell’azienda stessa. Ma come si può creare un ambiente di lavoro che favorisca il benessere dei dipendenti?

    Innanzitutto, è importante che l’azienda abbracci una cultura aziendale che promuova la trasparenza, la collaborazione e il rispetto reciproco. Questo tipo di cultura è alla base di un ambiente di lavoro armonioso e produttivo, in cui i dipendenti si sentono valorizzati e motivati.

    Ma la cultura aziendale da sola non basta. È anche importante che l’azienda si preoccupi del benessere fisico e mentale dei propri dipendenti. Ci sono molti modi per fare questo: ad esempio, organizzando attività sportive o di svago, offrendo programmi di formazione e sviluppo professionale, o creando spazi di lavoro confortevoli ed ergonomici.

    Una pratica che sta guadagnando sempre più popolarità è la biblioterapia, ovvero l’uso di libri e letture come strumento di cura e benessere. Leggere fa bene non solo alla cultura e alla mente, ma anche alla salute: numerosi studi hanno dimostrato che la lettura può ridurre lo stress, migliorare il sonno e stimolare la creatività.

    L’azienda può incoraggiare la biblioterapia in vari modi. Ad esempio, potrebbe creare una piccola biblioteca aziendale o organizzare un club del libro tra i dipendenti. In questo modo, si creerebbe un ambiente di lavoro più stimolante e colto, che valorizza l’importanza della cultura e del benessere individuale.

    Ma la biblioterapia non ha solo benefici per i dipendenti: può anche aumentare la produttività dell’azienda. Leggere aiuta infatti a sviluppare la capacità di concentrazione e di analisi critica, competenze che sono molto utili anche nel mondo del lavoro. Inoltre, la biblioterapia può aiutare i dipendenti a sviluppare nuove idee e ad affrontare i problemi in modo più creativo e innovativo.

    In sintesi, cultura aziendale, benessere dei lavoratori e produttività sono strettamente interconnessi. Per creare un ambiente di lavoro armonioso e produttivo, le imprese devono abbracciare una cultura aziendale che promuova il rispetto e la collaborazione, preoccuparsi del benessere fisico e mentale dei dipendenti e incoraggiare la cultura e la lettura come strumenti di crescita individuale e di successo aziendale.

    Di biblioterapia ha parlato anche Luca Iovine nella sua rubrica “Economia per tutti” in onda su Radio Kiss Kiss, a proposito di alcune iniziative pubbliche al riguardo. Per approfondire, clicca qui

  • Riparte la serie A, anche con noi insieme alla Salernitana

    Riparte la serie A, anche con noi insieme alla Salernitana

    La Salernitana nello scorso campionato ha compiuto un miracolo frutto di mentalità, coraggio e programmazione. Un approccio disruptive, come disruptive, impressionante, fuori dagli schemi e dalle possibilità ordinarie, è stato il risultato di salvarsi. Abbiamo scelto di affiancare la Salernitana per questo.

    Ogni azienda come questa squadra, ha dentro di sé le risorse per esprimersi al meglio ma non sempre riesce a valorizzarle proprio perché mancano questi ingredienti: mentalità, programmazione e coraggio. Il coraggio poi è l’elemento fondamentale per innovare e senza innovazione non c’è neppure impresa. Lo diceva Schumpeter, lo ricordiamo noi, lo ha dimostrato la Salernitana.

    Esaltare il talento senza dimenticare il gruppo perché un’azienda è fatta di individualità ma soprattutto di equilibri collettivi. E il collettivo lo trascina l’imprenditore con i suoi manager: è il capitano della squadra l’ultimo ad abbandonare la nave ed a guidarla anche quando il mare è in tempesta. E’ stato così l’anno scorso quando tutto sembrava andare a fondo ma la squadra ha seguito i suoi condottieri, Mister Nicola ed il presidente Iervolino, ed alla fine ha raggiunto quello che solo loro, i visionari alla testa del gruppo, riuscivano a vedere.

    Non ci sono risposte valide per tutte le aziende, soluzioni omologate, prefabbricate da utilizzare in ogni frangente. Spesso il miglioramento è frutto del caso, anche della sconfitta, della capacità di scovare gli errori ma pure punti di miglioramento per crescere. Questa non è fortuna, questo è metodo, visione, convinzione.

    Nello scorso campionato, dopo le tre sconfitte con l’Inter, il Torino, la Roma (immeritata), sembrava tutto finito per la Salernitana. Solo due cose tenevano acceso il lume sottile della speranza: la matematica e la visione dell’allenatore. Tutti vedevano l’abisso, Nicola invece ha visto oltre, vedeva in quei numeri, nelle statistiche, miglioramenti progressivi.

    Visione e creatività come la scelta di giocare con tre registi: uno in mezzo al campo (il giovane Bohimen), uno arretrato Radovanovic, ed un altro arretratissimo, il portiere Sepe. Non a caso nello staff tecnico c’è come preparatore dei portieri Rampulla, il primo portiere a segnare un gol in serie A. Con le stesse risorse, 11 giocatori, se ne utilizzava uno in più nella costruzione del gioco: efficienza ed efficacia, innovazione.

    Anche nelle aziende è così: a volte i numeri sono impietosi ma all’interno è possibile scovare spazi di crescita, fessure dalle quali si scorge una luce: ma ci vuole la scintilla! E’ necessaria visione e spesso anche fede. La fede in quello che si fa appartiene a tutti i capitani d’azienda, a tutti i grandi allenatori, a questa Salernitana!

    Portiamo in giro in tutta Italia i nostri professionisti, formatori e consulenti, valorizzando il più possibile le nostre origini. Salerno è la nostra città ed oggi abbiamo qualcosa in più da portarci dietro come bandiera, oltre alle innumerevoli risorse storiche, paesaggistiche, gastronomiche, il vessillo della squadra di calcio, orgogliosi di questo secondo anno in serie A.

    Per questo abbiamo deciso di affiancare la società quest’anno, perché il suo modo di agire ci appartiene ed appartiene a tutte le imprese clienti che con noi abbracciano percorsi di miglioramento continuo. Le aziende sono come delle squadre e noi i loro allenatori.

    Lo dice anche il nostro slogan: Gruppo Iovine, l’allenatore della tua azienda!

  • Digital Detox e Digital Addiction, connessioni salutari!

    Digital Detox e Digital Addiction, connessioni salutari!

    Ogni mattina, prima ancora di augurarci il buongiorno, allunghiamo la mano verso il comodino e afferriamo il nostro smartphone (mai tenerlo in camera mentre si dorme!). Questa scorretta abitudine è la prima azione che il 70% della popolazione italiana compie appena sveglia.

    Senza neanche doverci alzare dal letto rispondiamo alle mail, controlliamo il meteo, facciamo gli auguri su Facebook, sbirciamo sui profili altrui.

    È l’epoca del digitale: studi recenti riportano che nel 2016 le persone connesse in Italia siano circa 38 milioni, il 4% in più rispetto all’anno precedente. Passiamo circa 13 ore alla settimana rispondendo ad email (il 62% delle quali categorizzabile come non rilevante) e 2 ore al giorno sui social networks. Una “relazione complicata” dunque quella con il digitale, che si insinua nella nostre vite fino a quasi monopolizzarle.

    Ma è possibile trovare un equilibrio nel caos della trasformazione digitale in cui siamo cacciati?

    Alcuni esperti sostengono che siamo passati da una situazione di digital addiction ad una di digital distraction nella quale le distrazioni riempiono il “vuoto” di una vita frenetica il cui principale problema è l’assenza di tempo, attenzione e concentrazione. Visto che indietro non si torna il punto è trovare la giusta misura, integrare e non togliere il digitale, trovare un corretto stile di vita.

    La prima cosa da fare per indirizzarsi sulla retta via e affrancarsi dalla dipendenza digitale, è riconoscerla ed accettarla osservando le nostre abitudini disfunzionali. Ricarichiamo lo smartphone senza caricare noi stessi che più che di chat spesso avremmo bisogno di silenzio, quello che per esempio si può trovare lungo un sentiero, osservando un panorama o praticando yoga, o la sua versione occidentale, il mindfulness.

    Sempre più aziende avvertono il problema della perdita di concentrazione, attenzione, consapevolezza nei propri collaboratori e da qui prendono spunto alcuni nostri progetti di benessere aziendale che propongono uno stile di vita diverso insieme al recupero di vecchie tradizioni! In alcuni casi sono gli incentivi pubblici a stimolare certi percorsi di formazione esperienziale ma poi gli effetti sul benessere, anche economico dell’azienda, ne consentono la sostenibilità anche senza fondi pubblici.

    Anche la scuola che per anni ha subito la digitalizzazione, mutando programmi e metodologie didattiche sta recuperando modelli diversi come dimostrano i tanti progetti di Digital Detox che abbiamo avviato in questo anno accademico e di cui continueremo a parlare nei prossimi mesi.

    Per informazioni scrivi a: comunicazioni@gruppoiovine.it

    Daniela Pastore

  • Buone Feste: Auguri di Cuore!

    Quest’anno ti inviamo i nostri auguri presentandoti il nostro staff all’interno della nostra casa, il nostro ufficio.

    Ci mettiamo il cuore per produrre risultati, creare relazioni e, ascoltare le proprie emozioni, è fondamentale quando bisogna prendere delle decisioni. C’è un cuore invisibile anche dietro i numeri ed il nostro lavoro!

    Certo, non possiamo fare a meno della tecnologia e del digitale, ma non possiamo rinunciare al rapporto con le persone, con la natura con noi stessi. Con la fine di quest’anno e l’inizio del nuovo lanceremo nuove iniziative che hanno lo scopo di rivitalizzare le tradizioni senza perdere di vista l’innovazione che è alla base di qualsiasi impresa: lo faremo nelle scuole e nelle aziende!

    Digital Detox per recuperare un rapporto più equilibrato con gli smart phone ed il digitale da cui spesso abbiamo bisogno di disintossicarci; 

    così come iniziative di formazione esperienziale per ritrovare il benessere aziendale finanziate grazie ad un bando dell’Inail.

    Non è romanticismo, è umanizzazione: se l’uomo, il lavoratore, l’imprenditore, apre il cuore attinge a nuove energie che lo fanno essere migliore nella vita oltre che nel lavoro! AUGURI

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