Tag: efficienza

  • SMART WORKING E TUTELA DEI DATI AZIENDALI: PRIVACY AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

    L’emergenza “coronavirus” sta dando, attraverso l’obbligatorietà, una enorme spinta allo smart working e dunque al telelavoro verso cui ci sono da sempre: resistenze culturali, soprattutto da parte degli imprenditori, e barriere strutturali. Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, infatti, il problema del “digital divide” non consente a chiunque di poter lavorare da casa come se si fosse in ufficio poiché la banda larga purtroppo non è ancora patrimonio di tutti nel nostro Paese.

    Data l’emergenza, tuttavia, bisognerà fare di necessità virtù prestando comunque la dovuta attenzione agli aspetti critici del lavoro a distanza, specie a quelli normativi legati alla cyber security ed alla protezione dei dati personali, in base alla normativa sulla privacy (Dlgs 196/03) che sappiamo essere stata aggiornata e “complicata” dai regolamenti europei (679/16).

    In particolare si deve puntare l’attenzione ai dati (sensibili ma non solo) che circolano attraverso la rete, che sono potenzialmente violabili da soggetti non autorizzati.

    Per trarre il massimo vantaggio dallo smart working occorre quindi dare la giusta attenzione ad aspetti non certo secondari, quali la sicurezza delle informazioni; questo per evitare sanzioni ma anche dispersione di dati riservati. Bisogna esplorare quindi le misure di sicurezza tanto dal punto di vista aziendale ed organizzativo, quanto dal punto di vista del singolo dipendente, ponendo l’accento sulle:

    • misure relative alla sicurezza dei sistemi utilizzati da remoto (il pc che utilizza il lavoratore da casa);
    • adempimenti a carico del lavoratore che opera in smart working;
    • aspetti burocratici a carico dell’impresa: autorizzazioni e incarichi.

    Inoltre ci sono delle opportunità in via d’uscita sia per il lavoro a distanza che per il lavoro tradizionale (voucher baby-sitter) per sostenere le imprese durante l’emergenza coronavirus. Anche in questo momento siamo a disposizione attraverso la nostra struttura per fornire il supporto tecnico adeguato ed affrontare la situazione per cogliere tutte le opportunità ed aiutarvi a rispettare le norme. Per qualsiasi evenienza vi invitiamo a contattarci al seguente indirizzo mail: comunicazioni@gruppoiovine.it oppure ai seguenti recapiti telefonici: 089/7728547

  • Digital Detox e Digital Addiction, connessioni salutari!

    Digital Detox e Digital Addiction, connessioni salutari!

    Ogni mattina, prima ancora di augurarci il buongiorno, allunghiamo la mano verso il comodino e afferriamo il nostro smartphone (mai tenerlo in camera mentre si dorme!). Questa scorretta abitudine è la prima azione che il 70% della popolazione italiana compie appena sveglia.

    Senza neanche doverci alzare dal letto rispondiamo alle mail, controlliamo il meteo, facciamo gli auguri su Facebook, sbirciamo sui profili altrui.

    È l’epoca del digitale: studi recenti riportano che nel 2016 le persone connesse in Italia siano circa 38 milioni, il 4% in più rispetto all’anno precedente. Passiamo circa 13 ore alla settimana rispondendo ad email (il 62% delle quali categorizzabile come non rilevante) e 2 ore al giorno sui social networks. Una “relazione complicata” dunque quella con il digitale, che si insinua nella nostre vite fino a quasi monopolizzarle.

    Ma è possibile trovare un equilibrio nel caos della trasformazione digitale in cui siamo cacciati?

    Alcuni esperti sostengono che siamo passati da una situazione di digital addiction ad una di digital distraction nella quale le distrazioni riempiono il “vuoto” di una vita frenetica il cui principale problema è l’assenza di tempo, attenzione e concentrazione. Visto che indietro non si torna il punto è trovare la giusta misura, integrare e non togliere il digitale, trovare un corretto stile di vita.

    La prima cosa da fare per indirizzarsi sulla retta via e affrancarsi dalla dipendenza digitale, è riconoscerla ed accettarla osservando le nostre abitudini disfunzionali. Ricarichiamo lo smartphone senza caricare noi stessi che più che di chat spesso avremmo bisogno di silenzio, quello che per esempio si può trovare lungo un sentiero, osservando un panorama o praticando yoga, o la sua versione occidentale, il mindfulness.

    Sempre più aziende avvertono il problema della perdita di concentrazione, attenzione, consapevolezza nei propri collaboratori e da qui prendono spunto alcuni nostri progetti di benessere aziendale che propongono uno stile di vita diverso insieme al recupero di vecchie tradizioni! In alcuni casi sono gli incentivi pubblici a stimolare certi percorsi di formazione esperienziale ma poi gli effetti sul benessere, anche economico dell’azienda, ne consentono la sostenibilità anche senza fondi pubblici.

    Anche la scuola che per anni ha subito la digitalizzazione, mutando programmi e metodologie didattiche sta recuperando modelli diversi come dimostrano i tanti progetti di Digital Detox che abbiamo avviato in questo anno accademico e di cui continueremo a parlare nei prossimi mesi.

    Per informazioni scrivi a: comunicazioni@gruppoiovine.it

    Daniela Pastore

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.