Economia creativa: fondi per le imprese che investono in creatività

Il pensiero creativo è prioritario in qualsiasi azienda per darsi, con continuità, slancio sui mercati e questo è vero anche a livello di Sistema Paese oltre che di economia globale. Dall’innovazione proviene la ricchezza, senza innovazione non c’è neppure impresa come diceva Schumpeter. Di qui l’interesse dell’ONU per l’economia creativa perché dalla creatività provengono le innovazioni e quantomeno possono venire le soluzioni ai problemi che oggi si vivono nel mondo, dalla crisi sanitaria a quella energetica.

Quello di economia creativa è un concetto in continua evoluzione, che si basa sull’interazione tra creatività e idee, conoscenza, tecnologia e imprese appunto.

Nel 2004 l’economia creativa è entrata ufficialmente nell’agenda dell’economia e dello sviluppo mondiale dell’Onu, che ha anche voluto la Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione il 21 aprile di ogni anno.

“Le industrie creative sono fondamentali per l’agenda dello sviluppo sostenibile - sostiene Isabelle Durant, vice segretario generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo) - perché stimolano l’innovazione e la diversificazione”. L’Onu, che ha dichiarato il 2021 l'anno dell'economia creativa per lo sviluppo sostenibile, ha inserito la cultura tra i settori determinanti per costruire un futuro che rispetti l’ambiente, i lavoratori, i principi fondamentali della democrazia - cosiddetti impact investiment (investimenti a impatto).

Le industrie creative rappresentano il 3% del Pil globale e includono: Tv e radio, architettura, design, moda, fotografia, musica, ricerca e sviluppo, software, editoria elettronica. Secondo alcune previsioni, il comparto rappresenterà circa il 10% del Pil globale nei prossimi anni, con un valore di centinaia di miliardi di dollari. Uno dei modi per riconoscere davvero all’economia creativa il suo status di comparto fondamentale per lo sviluppo è incentivare finanziamenti e investimenti privati e pubblici che abbiano come primo obiettivo quello di generare un cambiamento diretto e concreto sulla società.

Tra gli Impact Investment pubblici che creano impatto sulla società va segnalato YES I START UP progetto di sostegno all’autoimprenditorialità, di cui però abbiamo già parlato tante volte, che è rivolto a giovani con meno di 29 anni; poi ci sono iniziative settoriali, come “Fu/iNDING CULTURE - Finanza ad impatto per l’arte e la cultura” che promuove mentalità imprenditoriale e sostenibile nel settore artistico e culturale. E quindi ci sono quelli rivolti alle PMI già esistenti, senza distinzione di settore, che vogliono investire in creatività per la propria impresa perché oggi più che mai, c’è bisogno di pensiero creativo, per uscire dalla crisi. D’altronde, più si incoraggiano le industrie culturali e creative più si favorisce la ripresa globale nel lungo termine.

E dal 22 settembre tutti gli imprenditori italiani potranno diventare un po' più creativi e così forse anche più competitivi sui mercati. Sono disponibili, infatti, fondi per aggiungere creatività in azienda con un contributo a fondo perduto, fino ad un massimo di 10.000 euro, su investimenti in comunicazione, tecnologia, digitalizzazione, design, mettendo al centro l’innovazione! Per ulteriori informazioni scrivi a: comunicazioni@gruppoiovine.it

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